Libri

Domenica scorsa sono andato a dare un'occhiata alle bancarelle di
libri usati dietro il Duomo. Era una bella mattinata di sole.
Di solito ci vado di pomeriggio, ma non è l'ideale perché la scelta
si riduce parecchio e poi d'inverno il freddo induce i commercianti
a smantellare la bancarella piuttosto presto. Quanto poi alla possibilità
che l'avvicinarsi della fine di una giornata poco redditizia induca il
venditore a sconti più robusti, non c'è da contarci.

Le bancarelle sono infatti sempre affollate di appassionati che di rado
si lasciano sfuggire i pezzi di loro interesse. Notano un libro, ne
chiedono il prezzo, o più spesso lo leggono, ché ormai è quasi sempre
scritto a matita in un angolo sulla terza di copertina o sull'ultima pagina.
Poi i più cercano di trattare il prezzo con il venditore, tranne in genere
su quei banchi che offrono tutto indistintamente a 5 o 10 euro.

Va detto che nella trattativa risiede buona parte del fascino dell'acquisto
sulla bancarella. Pagare subito il prezzo richiesto, come alcuni fanno,
denota scarsa conoscenza dei meccanismi di questo tipo di commercio,
fa spendere più soldi, e tronca immediatamente l'esperienza di acquisto,
banalizzandola e riducendola a un fatto assolutamente impersonale, puro
scambio di merce e denaro. Non serve nemmeno parlare, basta scegliere
il libro sul banco e pagare, esattamente come facciamo al supermercato
o in una grossa libreria del centro.

In questo caso invece se chiedete uno sconto quasi sicuramente ve lo
concederanno, e poi anche se il prezzo è scritto, e questo dovrebbe
porre al riparo dai cosiddetti "rialzi di furbizia", è logico aspettarsi che
sia un po' gonfiato, ed è sia quantomeno doveroso cercare di pagare
quello che stimiamo il giusto.

In alcuni casi poi può innescarsi un gioco sottile tra noi e il venditore,
in cui possiamo cercare di insidiare la sua tenacia sfruttando le nostre
abilità dialettiche e psicologiche. Da un lato c'è la quantità di denaro
che abbiamo da spendere e il nostro desiderio di possedere l'oggetto
e dall'altro la volontà del venditore di sbarazzarsene al prezzo più alto
possibile… Può anche darsi che le due volontà non si incontrino.
Se invece acquistiamo, potremo portare con noi la gratificazione di aver
fatto un piccolo affare oppure la sensazione di aver comunque pagato
troppo. Qualunque sia il risultato, oltre ad aver comprato qualcosa, avremo
vissuto una piccola esperienza umana…

Domenica sono tornato a casa con tre piccoli ma bellissimi libri: uno
di parole, uno di disegni e uno di fotografie. Una raccolta di poesie
di Blaise Cendrars, una di schizzi di Antonio Sant'Elia, e una di fotografie
di Mario De Biasi. Tre personaggi diversi ma tutti energici e irrequieti:
Cendrars poeta che "intinge la penna non in un calamaio ma nella vita",
che scorrazza in auto su e giù per l'Europa, che perde un braccio in guerra,
la stessa guerra in cui Sant'Elia, giovane architetto arruolatosi volontario,
muore per un colpo di mitragliatrice durante l'attacco per la liberazione
di Trieste, agli inizi di un '900 che invece De Biasi percorrerà
e documenterà in lungo e in largo con la sua macchina fotografica…

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