Un ossessione estetica

Guardando la sagoma di una bicicletta da pista non potete non rimanere colpiti dalla sua perfezione, dall'eleganza, la purezza delle forme, l'equilibrio delle linee. Al nostro occhio abituato alla ridondanza degli accessori e delle forme al primo sguardo sembra che manchi tutto. Invece no, c'è tutto quello che serve. Il traliccio di metallo del telaio, la pedaliera, le ruote, la sella e il manubrio. Basta. La macchina perfetta. Nuda, scarna, asciutta, bellissima. Se poi vi capita di salirci sopra avrete a che fare con un purosangue nervoso che reagisce alla minima deviazione, alla minima accelerazione.

Negli anni '60 e '70 gli artigiani italiani costruivano delle biciclette splendide, insuperabili per la scelta dei materiali e dei componenti, gli accorgimenti tecnici utilizzati, la qualità delle lavorazioni e la raffinatezza delle finiture. I costruttori italiani crearono uno stile e divennero un punto di riferimento. I telai si costruivano utilizzando tubazioni d'acciaio speciale, saldate tra loro con congiunzioni anch'esse d'acciaio, microfuse oppure stampate, secondo una tecnica che oggi è stata in gran parte sostituita da altre che garantiscono maggiore flessibilità nella scelta degli angoli e delle inclinazioni del telaio.

Le congiunzioni avevano le forme più varie, e in molti casi diventarono un importante risorsa decorativa per la bicicletta. L'Italia era ai vertici per quanto riguarda sia la produzione delle tubazioni speciali che della componentistica per assemblare i telai e per il montaggio della bicicletta. Oggi si costruisce in altro modo, anche i nomi storici inseguono le richieste del mercato e i materiali di moda, carbonio e alluminio, i vecchi telaisti sono scomparsi o in pensione, e queste vecchie biciclette sono apprezzate soprattutto dai collezionisti, in alcuni casi capaci di trasformare un marchio in vero e proprio oggetto di culto.

Di queste biciclette, che amo per la qualità e l'armonia delle loro forme, per la magrezza dei tubi, metafora di leggerezza che tanto contrasta con i diametri generosi tanto di moda oggi, per le curve eleganti e sinuose dei manubri e gli angoli arditi degli attacchi manubrio, per l'idea di lusso delle cromature, per quei colori che oggi appaiono così fuori moda: carta da zucchero, grigio perla, rame, amaranto, giallo oro, ho voluto investigare attraverso il disegno i dettagli costruttivi, i particolari, le lavorazioni raffinate che racchiudono un mondo di sapienza tecnica e artigianale, attenzione al dettaglio, cura del particolare e passione per il proprio lavoro che oggi sono purtroppo sempre più difficili da trovare. Per farlo ho scelto di utilizzare la tecnica più semplice possibile, la matita. Uno strumento semplice per tentare di riprodurre sulla carta la raffinata semplicità di questi oggetti. Qui trovate alcuni esempi.
 

Un Commento

  1. vinicio

    strano sito, ciclisucarta,
    scoperto casualmente a colpi di tosse in questo gelido frebbraio del ’12.
    forzosamente addivanato cercando una traccia, nel caos virtuale della rete, che possa portarmi fuori in bici, a colpi di tastiera….
    ciclisucarta, e l’ossessione estetica: leggo.
    Fuori ha smesso di nevicare e rileggo ancora il retro di questa cartolina
    che immagino scritta in punta di matita,
    calligraficamente elegante, nell’equilibrio delle sue linee,
    fare un giro di pista.

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