Incontri milanesi

Il nome no, proprio non me lo ricordo. Troppo difficile.
E poi i nomi ce li siamo detti alla fine, lì davanti alla stazione, quando siamo scesi dall'autobus e ci siamo salutati stringendoci la mano, e non c'era neanche il tempo di ripeterlo. Io con un treno da prendere, lui con gli amici da raggiungere. E l'ho lasciato lì alla fermata dell'autobus ad aspettarli, in mano i sacchetti di plastica zeppi di tranci di carne. E già, perché fa il macellaio, te lo dicono anche le mani piene di tagli. E' di Casablanca ed è venuto a vivere in Italia, in provincia, che peraltro detesta: gli piacciono le città, Torino ma soprattutto Milano, sempre movimento, gente in giro a tutte le ore, belle macchine…e quando può scappa qui per una serata con gli amici. In treno sino a Porta Genova, poi metropolitana, autobus…
Parliamo in italiano. Sa anche un po' di francese, più di me, e ha ragione quando dice che dovrei mettermi a studiare un'altra lingua…
La macelleria è ben avviata, è islamica ma ci vanno anche gli italiani, perché costa meno. Ragazze? Qui ha una ragazza ucraina, ma la sua ragazza vera è marocchina e vive in Francia. Si sposeranno l'anno prossimo. Le ragazze italiane? Neanche a parlarne, troppe differenze, la famiglia non capirebbe. Ci salutiamo. Mi invita ad andare a trovarlo, se passo da quelle parti. Non è difficile: in paese di macellerie islamiche ce n'è solo una.

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