Se Boonen è il dio del ciclismo belga allora io sono il diavolo…

Una Ferrari non è l’auto per un corridore, va bene per un calciatore.
Il direttore della Brooklyn (Giorgio Perfetti) mi regalo’ una Ferrari
quando vinsi la
Milano-Sanremo ma non riuscivo a far entrare la mia
bicicletta nel bagagliaio e dovevo togliere la sella, che finivo per
dimenticare regolarmente a casa. La vendetti dopo un anno.

Il mitico Roger De Vlaeminck, cui abbiamo già dedicato a suo tempo una pagina (e una anche alla singolare avventura della Brooklyn, la squadra nelle cui file ha colto i suoi maggiori successi), in una recente intervista uscita prima sulla Gazzetta e poi ripresa dal sito cyclingnews.com offre la sua visione tagliente sui corridori di oggi, in particolare sui candidati alla vittoria nella Parigi-Roubaix, che si sarebbe corsa di li’ a qualche giorno.

De Vlaeminck ne ha un po’ per tutti: boccia senza appello Pozzato e salva con riserva Cancellara. Dichiara inoltre di preferire il vallone Gilbert al fiammingo Boonen. De Vlaeminck detiene da 34 anni il record di vittorie alla Roubaix, e crede che a batterlo sarà piu’ probabilmente Cancellara che Boonen, anche se quest’ultimo ha già tre successi nel carniere.

Rifiuta in ogni caso il paragone con entrambi: “Boonen non è forte né in salita né a cronometro. Cancellara è forte a cronometro, ma non  in salita, quindi nessuno dei due mi assomiglia davvero. Io assomigliavo di piu’ a Merckx… Ero un bandito. Se Boonen è il dio del ciclismo belga, allora io sono il diavolo.”

“La nostra generazione aveva piu’ classe. Guardate Saronni. Vinse il Giro a 21 anni. Correvamo sempre per vincere e io e Merckx lottavamo anche per i circuiti. Oggi i corridori usano 50 corse all’anno come allenamento. Noi eravamo piu’ completi e sapevamo vincere in volata, in salita o a cronometro. E c’erano rivali piu’ forti. Alla Roubaix io dovevo affrontare Moser, Maertens, Kuiper, Raas e Hinault. Oggi a parte casi fortunati con Nuyens al Fiandre, ci sono solo Cancellara e Boonen.”

Apprezza Cancellara, che “corre e attacca con panache”, ma che “farebbe meglio a darsi una mossa perché ha già 30 anni. Sarà dura per lui, specialmente al Lombardia e non penso possa battere Gilbert alla Liegi.”

Gilbert gli piace, molto piu’ di Boonen, anche se finora è rimasto alla larga dal pavé della Roubaix, perché è uno che “corre tutto l’anno, fino al Lombardia, ed è capace di vincere da solo. Mi piacerebbe che provasse a correre la Roubaix. Non ho niente contro Boonen ma in Belgio non puoi essere un fan di entrambi e non ho intenzione di cambiare opinione.”

Quanto all’italiano Pozzato, “era un campione quando era giovane e aveva piu’ classe di Boonen. Non so quale sia stato il suo problema ma ha perso un sacco di tempo. Dovrebbe essere in grado di vincere facilmente la Parigi-Roubaix. Il suo problema è che è troppo bello per essere un corridore.”

da cyclingnews.com

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