Il suono della pioggia

lepre

Mi piace molto ascoltare la pioggia.
E’ un suono bellissimo.
Thích Nhất Hạnh

Continua a piovere. La pioggia fitta e sottile produce un leggerissimo ticchettio sulle mie spalle. La catena scorre con un ronzio quasi impercettibile, su tutto domina il rumore dell’aria che entra ed esce ritmicamente dai miei polmoni. Tutt’intorno c’è silenzio. Mentre salgo, pedalando lentamente, comincia ad albeggiare. Quando ho imboccato la salita, lasciandomi a destra la massa scura e luccicante del lago, era ancora buio pesto, ma dopo i primi tornanti, il canto di un gallo mi aveva annunciato il mattino imminente.

Sono assorto nel ritmo del mio respiro, nella cadenza monotona della pedalata. La visiera del cappellino si inzuppa lentamente di pioggia, fino a che una goccia si addensa sul bordo, mi oscilla per un po’ davanti agli occhi e poi cade e va a perdersi nel velo d’acqua che scivola sulla graniglia scura dell’asfalto.

A un tratto davanti a me sento un rumore improvviso, una sorta di piccolo tonfo, come se un frutto maturo fosse caduto sulla strada. Alzo gli occhi. A qualche metro di distanza, la sagoma di un animale si staglia a mezz’aria sullo sfondo d’asfalto. Il corpo è allungato, le zampe distese nello slancio, le lunghe orecchie scure tese all’indietro. E’ una lepre. Con un balzo sta attraversando l’intera carreggiata. Quella specie di tonfo che ho sentito erano le sue zampe che avevano toccato per un attimo l’asfalto per poi proiettarla in avanti. Sembra volare.

Per una frazione di secondo è come se tutto si fermasse, le mie gambe si arrestano, il respiro si interrompe. Il silenzio diventa assoluto. Sono fermo in mezzo alla strada in equilibrio sulla mia bicicletta a guardare questa creatura affascinante, immobile e sospesa nell’aria davanti a me. Di colpo allora diventa chiaro quello che sinora non riuscivo a capire, che se stamattina mi sono alzato dal letto e sono partito in bicicletta al buio sotto la pioggia, forse era proprio per potermi trovare qui in questo momento, per arrivare puntuale a questo incontro fugace e sorprendente.

La lepre riprende il suo volo, atterra sul ciglio della strada, poi con un paio di balzi scompare velocissima nell’erba alta. Per un tratto ne rivedo ancora spuntare le orecchie, due, tre volte, sempre piu’ lontane, poi piu’ nulla. Anch’io ora ho ripreso a muovermi. Vedo le mie gambe bagnate salire e scendere e sento di nuovo il suono delicato della pioggia.

Disegno di Lucy Willis.

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: