Coincidenze

Tutti sanno che una cosa è impossibile.
Poi arriva uno che non lo sa e la fa.

L’ultimo che mi ricordi di aver visto vincere un Giro d’Italia, una Milano-Sanremo e un Giro delle Fiandre nella stessa carriera, nell’arco della stessa vita sportiva, si chiama Gianni Bugno. Gianni Bugno vinceva a modo suo, con disinvoltura e apparente distacco, spesso quasi senza accorgersene, come se a vincere fosse un altro. O almeno a noi che lo guardavamo, dava quest’impressione.

Ogni tanto poi rischiava anche di perdere, e alla grande, proprio come al Giro delle Fiandre del 1994, dove con una delle sue volate pulite e composte, una progressione in cui la bicicletta quasi nemmeno sbandava, riesce a mettere in fila il gruppetto con cui ha condiviso la fuga buona. Lui che non ama la pioggia né tantomeno il pavé sta battendo tre formidabili cacciatori di classiche del Nord, tre bestie da pavé come Museeuw, Tchmile e Ballerini.

Quella volta è proprio convinto di avercela fatta, alza le braccia per godersi il trionfo e Museeuw, in piena rimonta, per un soffio non lo passa sulla linea. L’esito della volata è incerto e trascorrono alcuni minuti lunghissimi, con Gianni che si aggira nella livrea gialloverde del Team Polti con il cuore in gola e sguardo perso nel vuoto, e noi con lui, fino a che la giuria non ufficializza l’ordine d’arrivo e conferma il suo primo posto.

Quest’anno al Giro delle Fiandre debutta Vincenzo Nibali. Anche lui il Giro d’Italia lo ha già vinto, per due volte. E qualche settimana fa, per la prima volta e contro ogni pronostico, si è inventato una vittoria impossibile alla Milano-Sanremo, rubando una decina di secondi ai rivali, tra cui tutti i favoriti di giornata, con uno scatto quasi improvvisato sul Poggio, e resistendo poi a denti stretti fino sulla linea al ritorno famelico del gruppo lanciato al suo inseguimento.

La fuga di Bugno alla Sanremo del 1990 era stata piu’ lunga, era partito a circa trenta chilometri dall’arrivo, ma poi molto simile nella parte finale, quando aveva scollinato anche lui con una decina di secondi sul Poggio, per conservarne 4 all’arrivo sui piu’ brillanti tra gli inseguitori.

Al Fiandre serve esperienza, oltre che classe, forza e resistenza. Secondo la logica, praticamente impossibile andare a segno al debutto in una corsa cosi’ difficile. 
Ma quest’anno il Fiandre si corre domenica 1° Aprile. Ed è anche il giorno di Pasqua. Proprio come nel 1994.

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Un Commento

  1. carlo

    il ciclismo è cosi ,trovi sempre delle espressioni che ti coivolgono

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