Filippo Ganna

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Filippo Ganna ha vinto la medaglia d’oro nell’inseguimento individuale ai Campionati del Mondo di Ciclismo su pista svoltisi a Londra la settimana scorsa. Filippo si chiama Ganna come il vincitore del primo Giro d’Italia, nel 1909, ma non sono parenti. L’ultima volta che l’Italia ha vinto una medaglia d’oro nell’inseguimento individuale è stato nel 1976, con Francesco Moser. Filippo Ganna oggi ha solo 19 anni e si, si sapeva che in bici andava forte, pero’ forse nessuno si immaginava cosi’ forte. E da subito. Insomma il disegnino qui sopra se l’è proprio meritato.

Mattia Paganotti

Mattia Paganotti. O se preferite Legor Cicli. Bresciano, ma trapiantato a Barcellona. Telaista. Non uno che faceva il telaista trent’anni fa ma uno di oggi, che ha scelto di fare il telaista qualche anno fa. Che costruisce biciclette e ama anche pedalarci sopra.

Andà mia regular

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Ci incontriamo sulla vecchia statale Regina, che risale il lago di Como dal versante di Menaggio. Una domenica mattina sul presto, quando in giro siamo ancora in pochi. E’ piccolino, magro, leggero. Le mani in presa bassa, la pedalata nervosa. La sua bicicletta è una De Rosa Merak con il telaio in alluminio dalla livrea nera e azzurra identica a quella in dotazione alla Vini Caldirola tra la fine anni novanta e inizio dei duemila, il gruppo Campagnolo ancora tutto in alluminio. La bici sarà anche vecchia ma è tenuta perfettamente, la catena pulita, i pignoni che luccicano ai primi raggi del sole.

Siamo usciti entrambi da soli e ci ritroviamo per un tratto a pedalare insieme. La strada che costeggia il lago è un continuo saliscendi e la catena si sposta di continuo da un pignone all’altro per adeguare il rapporto alla pendenza. Il mio compagno improvvisato pedala bene. E’ irrequieto, cerca continuamente il fuorigiri, la frequenza di pedalata elevata, salta via gli strappetti che il percorso ci offre in pasto di continuo sempre rigorosamente in fuorisella, in piedi sui pedali. Ha un colpo di pedale agile e guizzante che difficilmente si improvvisa, che tradisce anni di esperienza e di corse.

Allora glielo chiedo, se faceva il corridore, e mi risponde di si, ma ha smesso ormai una decina di anni fa. La bici è rimasta quella di allora, non è un vezzo vintage. Come non lo sono l’abbigliamento, quel buffo casco giallo Rudy Project con la visiera sulla nuca o gli occhiali Briko Stinger che fanno tanto Cipollini e Pantani. Per lui niente completi retro-chic, niente GPS, niente misuratori di potenza. Oggi scappa via in bicicletta ogni volta che ha un po’ tempo, ma poco, troppo poco, giusto tre o quattro volte al mese. E ogni volta è come ricominciare daccapo, gli manca l’allenamento continuato, la tenuta sulla distanza, la potenza.

Ma l’istinto del corridore no, quello non lo perdi, e infatti quello gli è rimasto. Come sale in sella è un cavallo che morde il freno. Ogni volta è un’ora, un’ora e mezza di “libera uscita” sempre a tutta, a caccia di emozioni o, se preferite, di endorfine. A gustarsi a ogni metro di strada la sensazione della velocità, del proprio corpo che scivola nell’aria frullando sui pedali.

Scolliniamo dopo una breve rampetta fatta in apnea, non smettiamo per un istante di pedalare, la catena è subito giu’ sul dodici, scivoliamo dentro la brezza leggera che viene dal lago, la velocità schizza sopra i cinquanta. Non riesco a trattenere un sorriso. Facciamo un tratto a tutta senza parlare, col naso sul manubrio, poi la strada inizia a salire di nuovo. “Vedi”, mi dice allora, “mi manca potenza, dopo uno scatto cosi’ questa rampa si dovrebbe fare di slancio, col cinquantatrè, ora invece è solo istinto, ma comunque va bene cosi’, l’importante… l’è andà mia regular.”

Rupert Smissen

Rupert Smissen è un illustratore che vive e lavora a Londra, specializzato in ritratti e lavori figurativi in genere. Tra gli altri lavori ha fatto anche una serie di illustrazioni dedicate ad alcuni corridori, per il progetto Cycle Stars: A Trump Card Game, un mazzo di carte pubblicato dalla casa editrice Laurence King.

Karl Kopinski

Karl Kopinski è un pittore ed illustratore che vive a Nottingham, in Inghilterra. Da sempre appassionato al disegno, lavora come freelance in molti ambiti e per svariati media, tra i quali illustrazioni per libri, concept design per videogiochi, ritratti e dipinti storici militari e per i lavori nel genere fantasy e fantascienza. Ad esempio è conosciuto soprattutto per essere uno degli illustratori delle leggendarie carte del gioco Magic: the Gathering!.  Innamoratosi del ciclismo, ha dedicato una serie di meravigliosi ritratti dedicati ad atleti diventati icone della storia del ciclismo, da Coppi a Simpson, da Bartali ad Anquetil, giusto per citarne alcuni.

Vincent Kamp

Vincent Kamp è un artista inglese che dipinge, disegna e scolpisce. Poi pedala e corre, e qualche cosa di queste sue passioni finisce inevitabilmente nei suoi quadri. A giugno 2015 parteciperà con le sue opere a beyondthepeloton, una mostra di quadri e foto che celebra il ciclismo inglese e che si terrà a Londra.