Eddy Merckx by Horst Brozy

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Eddy Merckx in maglia gialla impegnato nella leggendaria 17ma tappa del Tour de France 1969, disputatasi il 15 luglio da Luchon a Mourenx Ville Nouvelle, ritratto dalla matita di Horst Brozy nel 2010.

Merckx aveva 24 anni ed era alla sua prima partecipazione al Tour. Vinse quel tappone pirenaico, lungo 214,5 km e che comprendeva la scalata di Peyresourde, Aspin, Tourmalet e Aubisque dopo quasi 140km di fuga solitaria e con quasi 8 minuti di vantaggio sul secondo arrivato, Michele Dancelli.

Merckx era scattato a 200m dal GPM sul Tourmalet, e non era piu’ stato raggiunto, nonostante una crisi, come racconta egli stesso: “Io vado avanti, a testa bassa, quando comincio a sentire il peso della fatica. Le forze vengono meno, la testa comincia a girare, la vista si annebbia. Crisi, crisi nera. A 15 chilometri dall’arrivo, sfinito, mi rivolgo al mio direttore sportivo, Guillaume Driessens: «Sono morto, non ce la faccio più, non so nemmeno se ce la faccio ad arrivare fino in fondo». E lui: «Eddy, non mollare, gli altri sono lontani: sono più stanchi di te». Bevo qualcosa, mangio dello zucchero, ma le forze sono quelle che sono. Cerco di raccogliere dentro di me tutte le energie rimaste. La mia pedalata intanto si fa più pesante, goffa, poco redditizia, ma arrivo: sfinito. Dancelli, Poulidor e Pingeron, arriveranno con 7 minuti di distacco“.

Fu il primo dei cinque Tour vinti da Merckx, che in quell’edizione vinse altre quattro tappe e arrivo’ a Parigi con quasi 18 minuti di vantaggio su Roger Pingeon.

 

Pensavo a Merckx…

Una volta, in Riviera, a prepararci all’inizio della stagione: pioveva, e nessuno aveva voglia di prendere acqua e freddo, ma pensavo a Merckx e ordinai di uscire comunque in allenamento. E mentre io e la mia squadra andavamo da Diano Marina verso Laigueglia, incontrammo Merckx e la sua squadra che da Laigueglia venivano verso Diano Marina. Aveva fatto il mio stesso ragionamento.

Felice Gimondi, che oggi compie 70 anni, nell’intervista di Marco Pastonesi su paneegazzetta.